lunedì 4 aprile 2016

“Coloriamoci su!”






“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa 
che ha reso la tua rosa così importante”

- Le cose importanti hanno bisogno di tempo

Le citazioni e le affermazioni potrebbero essere infinite, il centro resterebbe sempre lo stesso: 
IL TEMPO!

“Coloriamoci su!”
La giornata che si è realizzata ieri a Campobasso ha tradotto nei tanti colori di sorrisi in movimento un impegno che è iniziato da diversi mesi nel gruppo Univol, i volontari universitari che fanno riferimento alla Fraternità Salesiana “La Riva”. In particolare, l’idea dell’inclusione del “diverso funzionamento” e delle persone che nell’altro possono trovare espressione di sé, ha fatto incontrare oltre tre anni fa don Pasquale, uno dei tre sacerdoti salesiani de “La Riva”, con Elena Salvatore e l’associazione “Le Onde”. Per due anni alcuni volontari del gruppo “Felici da malati” hanno affiancato i giovani de “Le Onde” nel loro percorso educativo con Elena. Già dopo il primo anno Arianna ha capito che l’esperienza con Samuele non poteva connotarsi come gli altri percorsi di volontariato. Il secondo anno, lei, Silvio e Luana, lo hanno ribadito con convinzione. 
In questo anno accademico, con il supporto di Max e Fulvio, che pure restano in un altro percorso del volontariato Univol, e con il supporto più presente di Elena, hanno costituito un sottogruppo in “Felici da malati” e si sono denominati “PartecipAttivi”. Don Pasquale ha messo in luce una disponibilità incredibile e una profonda umiltà, lasciando al gruppetto ormai “esperto” di relazioni inclusive la possibilità di trovare un lungo tempo di condivisione con gli amici che invece settimanalmente si recano in pediatria per regalare allegria ai bimbi malati.

Gli incontri Univol dei due gruppi guidati da don Pasquale hanno incluso i tre bimbi e i tre giovani con disabilità seguiti dai volontari “PartecipAttivi” già da subito, riservando un posto d’onore alla loro presenza nel “Taumazéin” di dicembre all’università. I due bimbi seguiti dai volontari “ibridi”, facenti parte anche del gruppo “A tavola”, sono stati invitati a cena a casa dei tre sacerdoti, ospiti dei volontari del gruppo “A tavola” insieme agli altri “PartecipAttivi”, sabato 6 febbraio – i due bimbi per la prima volta sono andati a cena fuori casa senza i genitori.

Don Pasquale ha fissato già da dicembre, nell’incontro-confronto con Elena, le date della cena e del secondo evento per “i piccoli” di “PartecipAttivi”: domenica 3 aprile, giochi in piazza animati dal gruppo “Felici da malati” e negli incontri del martedì ha programmato da vero manager il lavoro di tutti i volontari coinvolti, lasciando emergere da ognuno la genuina creatività! I “PartecipAttivi” si sono incontrati più volte prima che si definisse quello che poi è diventato nello specifico dei protagonisti il programma della giornata. Il titolo, i giochi, un tema unico, i supporti visivi, la preparazione e la possibilità di anticipare ai tre bimbi tutto quello che avrebbero vissuto il 3 aprile… ieri il “resto” voleva essere una sicurezza, per lasciare ai tre protagonisti la possibilità di vivere la dimensione della relazione con i loro compagni fuori dal contesto classe, nella piena libertà del gioco.
I volontari “Felici da malati” sono stati splendidi nel formulare e riformulare i giochi a seconda delle osservazioni di Elena, che ogni volta se ne inventava una nuova per smontare le sicurezze delle proposte più abituali: “Luca se c’è la palla gioca più volentieri” – “può lanciare nel canestro” – “ma se il canestro è fermo non si diverte, meglio canestri mobili”; “ma Domenico non avrà interesse a inseguire un canestro!” – “e allora?” – “attaccateci le patatine!”; “Francesco si coinvolge di più se può cantare” – “degli amici di don Daniele hanno musicato la poesia “i colori dei mestieri”!”.
I “PartecipAttivi” hanno dato grande prova di aver acquisito come professionisti l’abilità nel tradurre in immagini le esperienze per farne un supporto di comunicazione. Un primo incontro a casa di Silvio, anche con Marika per ideare il volantino, notti lunghissime per selezionare le foto più eloquenti, organizzarle sui cartelloni e farne supporti visivi per i tre mestieri. Luana ha anticipato l’influenza nella stanchezza – mai detta!
La dedizione di Max, Fulvio e Silvio è davvero indicibile! Alle 3 di notte guardano il loro capolavoro e si dicono: “ma se ci facciamo delle cornicette di colore intorno ad ogni foto sono ancora più belle!”… e via nel sorriso e nel dialogo costante con le immagini dei loro adorati ragazzi!

A qualunque ora siano andati a dormire, domenica mattina sono pronti ad attrezzare la piazza e colorarsi del gioco con i bimbi!
I compagni di classe di Domenico conoscono già Max, quelli di Francesco conoscono Fulvio, tutti, specie i compagni di Luca, hanno visto più volte Elena, ma forse non si aspettano che anche fuori dalla scuola possano avere così tanti amici! È difficile dire se si sono divertiti di più gli Imbianchini o il loro animatore Silvio, colorato di sette colori come il capitano Francesco!

Luca ha rivisto le sue maestre della scuola dell’infanzia, convenute proprio per lui: la maestra Maria, la maestra Santina e la mitica maestra Lisa! Parenti, amici e oltre alla mamma, confuso tra gli animatori mentre collabora con solerzia, il suo adorato papà! Bellissimo mentre punta le patatine sul canestro per lanciare la palla nel posto giusto! Attente come sempre, non sono mancate al saluto le sue maestre Nicka e Anna Maria! Alla fine, da buon panettiere DOC, ha regalato il dolce a tutti i presenti!

Domenico ha combattuto tra il mestiere dell’Operaio, con il bullone e il mitico coperchio e quello del fannullone, ancora alle prese con un’antipaticissima e lunghissima influenza, coccolato da Max e anche dai mitici genitori di lui! Foto da giovanotto con la fisioterapista Anna, che lo ricorda piccolo piccolo. Ha provato ad addestrare al suo mestiere principale nel movimento pianeta del giro del coperchio anche Alessandra Salvatore, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Campobasso.

Francesco si è preparato alla giornata disegnando e colorando un palloncino per ognuno dei suoi compagni, con tanto di iniziale del nome; ha dato sfogo alla voce nel microfono ed espressione al movimento nei campi di gioco. Momento divertentissimo quando è corso via dal suo campo da gioco con il canestro mobile, finendo nel campo delle altre due squadre, che si sono viste un canestro in più da puntare, generando grande ilarità tra tutte e quattro le squadre!

Il gruppo dei volontari “PartecipAttivi” e “Felici da malati” è stato supportato dalla sempre presente Giorgia, dell’oratorio di Sant’Antonio Abate, animatrice che conosce bene tutti e tre i protagonisti e grande amica di Francesco. Inoltre, sono stati presenti altri volontari Univol, impegnati durante l’anno nell’attività in carcere – “Liberi dentro”, e nella refezione solidale – “A tavola”
Il gruppo più ristretto degli organizzatori ha condiviso il pranzo al sacco con i tre sacerdoti e poi, guidati da don Pasquale, ha concluso la giornata in un’escursione nei resti della città di Aquilonia, presso Bosco Faiete. 
E la giornata dei “PartecipAttivi” non si poteva concludere meglio: sulla strada del ritorno dal cammino, seduti su una panca nel mezzo del bosco, Giuseppe e suo papà. Questa pennellata di blu ricollega anche l’intera giornata nell’impegno in cui si è inserita nella promozione della sensibilità a favore dell’autismo.

E.S.








































































































































































































































































































https://youtu.be/H5a16zcdFVU


https://youtu.be/Wyb50lUyKE4


https://youtu.be/bnF9R2YddDA


https://youtu.be/u3pfzOoF8Mk


https://youtu.be/-osAn-57OMI


https://youtu.be/Hf_2__Q6ZqQ


https://youtu.be/zPfcX3SzoJ8


https://youtu.be/UOLEyKt7JrQ


https://youtu.be/c3HvttMXHTw


https://youtu.be/A5UZ-09bTlI


https://youtu.be/b-X3loh2Q4I


https://youtu.be/duDXvwAisF8


https://youtu.be/o41L59uIIx0












sabato 2 aprile 2016

Domenica 3 aprile: Campobasso "colorata a mestiere"!!!

Coloriamoci su!

Domenica 3 aprile i volontari universitari del gruppo “Univol” della Fraternità Salesiana “La Riva” organizzano una giornata di giochi in piazza Municipio a Campobasso, dalle ore 10 alle ore 12,30.
L’iniziativa nasce dal desiderio dei volontari “Partecipattivi”, che nel loro impegno in “Univol” svolgono servizio con i bambini e i giovani dell’associazione “Le Onde” e collaborano al loro percorso educativo con la pedagogista Elena Salvatore.
La giornata è rivolta ai tre bambini più piccoli seguiti dai volontari e vuole coinvolgere nel linguaggio universale del gioco gli amici più vicini dei protagonisti: i compagni di classe.
Si ringrazia per la disponibilità le Dirigenti degli Istituti Comprensivi “Igino Petrone” e “Leopoldo Montini”, che hanno inoltrato l’invito alle classi interessate; inoltre, uno speciale plauso va alle insegnanti della scuola primaria del primo istituto per lo straordinario impegno nella promozione della giornata nelle due classi coinvolte.

L’iniziativa rientra anche nel calendario di eventi organizzati dal Comune di Campobasso nella campagna “Il cielo è sempre più blu”, della settimana di sensibilizzazione promossa dall’ONU a favore dell’autismo.

Una caratteristica comune dei soci de “Le Onde” e dei tre bambini protagonisti della giornata è il “Complesso Bisogno di Comunicazione”: anche quando il linguaggio verbale si esprime, i comportamenti lo distorcono dall’efficacia relazionale. Il gazebo dei “supporti visivi”, allestito in piazza domenica 3 aprile, vuole dare alla città l’occasione di “leggere” la presentazione dei tre protagonisti e il senso della giornata nel linguaggio proprio dei tre “registi”.

Autismo in blu


Giornata mondiale della sensibilizzazione a favore dell'autismo

https://www.youtube.com/attribution_link?a=zDeo4OtCaZw&u=%2Fwatch%3Fv%3DtgLikrGDOuw%26feature%3Dshare



Anche Campobasso si tinge di blu: una serie di eventi per promuovere la conoscenza del disturbo dello spettro autistico e la sensibilità nei confronti delle persone affette.
Molti dei nostri "ragazzi" non sono Temple Grandin e non riescono ad identificarsi con quanto lei scrive. Molti restano blindati nel loro mutismo e dall'altra parte della loro cella si continua a credere che non abbiano nemmeno un pensiero...
La differenza non è solo nella "base neurobiologica del disturbo" che fa parlare di "autismi" più che di "autismo" e si è riformulata di recente nel DSM V; e nemmeno nell'intervento precoce, che di certo è fondamentale ma non basta...
La differenza più grande è l'operato di tante mamme, di tanti papà, di tanti fratelli, che, come mostra sapientemente il video della campagna RAI, attendono, restano accanto e ad un certo punto trovano il colore per far sentire il loro amore...
https://www.youtube.com/watch?v=lFh4D_yrFPM

Il colore del "sentire" si può tradurre nell'investimento nelle terapie, nel rivoluzionare le abitudini, nello stravolgere ritmi e aspettative...
...è vero che l'autismo può assomigliare al colore del cielo, blu, ma la realtà non è solo un bel dipinto datato "2 aprile"! Per chi in questo cielo vive tutti i giorni tutto il giorno, spesso gli occhi non distinguono più il colore e tutto sembra paurosamente uguale; la rassicurazione è la chiusura, lo spazio angusto, dove è più facile che le cose restino stabili...
Questo si vede anche dallo spettacolo: 
TENEREZZA - un insolito stato di grazia (

Scritto e Diretto da Lauro Versari)


https://www.youtube.com/watch?v=qvyihV_CiDI

"TENEREZZA - un insolito stato di grazia"
Al Teatro Savoia stasera i due attori hanno portato magistralmente in scena moltissime profonde verità... - "ma perché il buio?" - "al buio riesco a vedere la luce"...in questa assoluta nitidezza che risalta nell'oggettivo, sembra leggersi anche una pesante differenza di percezione delle cose e della realtà. 
Il pubblico dei "sani" non fa fatica ad identificarsi con il "fratello sano", elaborando emozioni e vissuti di situazioni parallele od opposte e si limita ad ammirare la bravura dell'attore "autistico"; qualcuno -  tra i pochi, perché molti "di loro" non hanno piacere o possibilità di vivere le esperienze artistiche con gli altri - salta in piedi nel momento più carico emotivamente e agli occhi dei più "si perde la parte migliore, la conclusione"! E il giudizio ordinario ha già deciso che "non ha capito niente"! Finito lo spettacolo, lo stesso, ormai fuori per primo, attende dal pubblico l'uscita di una persona, da cui sa che se non riceve comprensione non riceve giudizio, e ci prova, a spiegare la sua versione... il suo braccio destro sul braccio destro dell'altro e via, "in volo", proprio come "ICARO, IL PILOTA"!
Al di là di ogni racconto, questa esperienza passa, si comunica nel vissuto condiviso da vicino e le parole possono solo tradurre con il silenzio questo planare in volo. La comunicazione è difficile, perché implica un coinvolgimento tra una parola che non dice e un sentire comune che si dice "in altri termini".
Lauro Versari, attraverso la bravura dei due attori, è riuscito ad avvicinare i due mondi nel cielo comune della TENEREZZA!